Cosso Immobiliare

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ACQUISTARE UNA CASA CHE PROVIENE DA UNA DONAZIONE

08 febbraio 2019

Quando finalmente abbiamo trovato la casa giusta, uno dei primi documenti che l’agente immobiliare rilascia all’acquirente è l’atto di provenienza, ovvero il titolo con il quale il venditore è diventato proprietario .

Per l’acquirente è fondamentale conoscere come il venditore sia entrato in possesso dell’immobile in vendita.

L’atto di provenienza il più delle volte,  ma questa è una scelta del Notaio, riporta tutti i passaggi di proprietà nell’arco di un ventennio.

Se tra questi passaggi vi fosse un atto di donazione si possono innescare una serie di problemi, ovviamente tutti risolvibili!

Quali potrebbero essere le difficoltà per l’acquirente?

Per esempio, a fronte di una richiesta di un mutuo,  la Banca potrebbe volere la risoluzione della donazione e quindi il donante dovrebbe, tramite atto notarile,  rientrare in possesso dell’immobile donato.

Questo intoppo nasce perchè   potrebbe esistere un potenziale pericolo di rivendica da parte di terzi.

Cosa vuol dire?

Quando una persona decede la legge  tutela gli eredi legittimari  (coniuge e figli)  ai quali, anche se il defunto avesse disposto diversamente, è garantita una quota di eredità, la cosiddetta “legittima”.

La legittima  viene calcolata anche considerando le donazioni che il defunto ha fatto in vita.

Ecco la problematica della provenienza donativa:  un legittimario potrebbe richiedere il reintegro della legittima o addirittura la restituzione del bene.

Per cui la certezza di essere veramente diventati proprietari si può avere con il trascorrere del tempo.

Vi sembra strano?

Sembra il solito modo di dire “il tempo aggiusta ogni cosa”  Eppure è proprio così.

Questo tempo è quantificabile?

Certo che sì!

Però si devono tenere presenti due fattori:  donante in vita oppure donante deceduto.

Se il donante è in vita occorreranno venti anni dalla data di trascrizione dell’atto di donazione per “liberare” l’immobile dalla spada di Damocle”

Se il donante non è più in vita occorreranno dieci anni dalla data del decesso, questo è il termine di legge entro il quale si può effettuare l’azione di rivalsa.

In Italia  si ricorre sovente alla donazione anche grazie ad agevolazioni fiscali che hanno incrementato il ricorso a questo tipo di atto.

Per questo motivo una nota società di brokeraggio assicurativo  ha pensato ad un prodotto assicurativo che  tenta di liberare gli immobili ingabbiati nella donazione dal rischio di restituzione.

Con la stipula di questo tipo di polizza assicurativa la Banca si “sente tranquilla” e accetta di erogare mutui.

E’ solo un percorso un pochino più laborioso acquistare un immobile con provenienza donativa ma non impossibile!

 

 

 

 

 

 

 

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