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Il fenomeno del cohousing

01 marzo 2019

  Risultati immagini per cohousing      Oggi parliamo di cohousing ovvero, utilizzando il  corrispondente termine in italiano, di quel fenomeno che prende il nome di “coabitazione solidale”.

Di cosa si tratta?

É un nuovo modo di abitare nato in Scandinavia alla fine degli anni sessanta, e da qui diffusosi nel resto del Nord Europa, poi negli Stati Uniti, in Australia e in Giappone prima di arrivare al nostro paese.

Il fenomeno consiste nel formare piccole comunità abitative all’interno di quello che può essere un condominio o anche un piccolo quartiere.

Queste realtà sono caratterizzate dal fatto che in esse, pur continuando ad esistere spazi abitativi privati, vi si trovano anche specifici ambienti condivisi e spazi comuni.

Ad esempio si possono avere cucine e lavanderia in comune, una palestra, una biblioteca, un salone per le feste, sale dove praticare hobbies o spazi dedicati ai più piccoli.

Tutto nell’ottica sia di migliorare la vita sociale – inserendosi all’interno di una comunità viva e solidale – che in quella di abbassare le spese, in quanto più si condivide, meno vengono a costare servizi che per i singoli  rappresenterebbero una grossa spesa.

Si stima che il risparmio medio per famiglia possa arrivare fino al 15% del totale, a seconda ovviamente di quanto e cosa si decide di condividere.

Immaginatevi di arrivare all’età della pensione, e non avete figli – o semplicemente i vostri figli lavorano lontano, magari all’estero.

Siete autosufficienti, ma non vi piace l’idea di passare la vecchiaia in solitudine come spesso accade nella società moderna. Il cohousing potrebbe essere una valida soluzione.

Il cohousing però non è limitato a questo tipo di utenza.

Statisticamente, la maggioranza delle persone interessate al cohousing sono persone tra i 40 e 50 anni con famiglia e lavoro fisso, ma anche giovani sensibili a tematiche ambientali o anti consumistiche.

Uno degli aspetti fondamentali del cohousing, rispetto ad un semplice condominio, è quello di avere un forte attenzione agli aspetti della partecipazione e della socialità, dell’aiuto reciproco e dei rapporti di buon vicinato.

Si, l’aspetto economico come abbiamo visto è importante, ma lo scopo principale è quello del miglioramento dello stile di vita dei partecipanti ad una iniziativa di cohousing.

Le regole base includono la natura libera della comunità, nel senso che questa non deve basarsi su principi religiosi o sociali che vincolino la vita dei propri partecipanti.

Nemmeno bisogna confondere il cohousing con comunità hippie o simili.

Anche se basata su principi di condivisione, rimane fondamentale il rispetto della privacy dei singoli membri.

D’altra parte è fondamentale che il progetto sia partecipato: la gestione e la manutenzione degli spazi comuni dev’essere diretta da parte dei membri della comunità e, sebbene si stabiliscano ruoli e responsabilità, sussiste sempre la parità nelle decisioni, senza alcuna gerarchia. Il progetto di cohousing deve infine fornire un ambiente sicuro, adatto a bambini ed anziani.

In genere si parte con un gruppo promotore che decide di recuperare un immobile o di trovare un terreno dove costruire, e che si occuperà poi di una prima selezione del vicinato (i “cohouser”). Questa dovrà avvenire con molta attenzione, perché come abbiamo visto i cohouser dovranno condividere il progetto e partecipare attivamente ad esso, oltre ad avere una visione condivisa della vita in comune.

Nel mondo esistono già parecchie situazioni in cui il cohousing è una realtà consolidata.

In Italia si sta diffondendo da circa una decina d’anni, e si contano già numerose iniziative in diverse regioni del nostro Paese;  il fenomeno è in continua crescita.

Se siete interessati ad approfondire il discorso, un punto di partenza potrebbe essere il portale di cohousing.it, una commuity online che può fornirvi molte informazioni che vi aiutino a stabilire contatti, incontrare persone che condividono con voi questa idea di vivere assieme, ed avere suggerimenti riguardo a tutti gli aspetti pratici, altri siti interessanti sono,ad esempio, coabitare.it e cohousingsolidaria.

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