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Rent to Buy cosa è?

08 marzo 2019

Comprare casa o andare in affitto?

A parte le innumerevoli considerazioni che si possono fare a favore dell’una o dell’altra scelta sappiate che … si può fare un po’ e un po’.

In che senso?

Esiste un nuovo tipo di contratto che fonde caratteristiche del contratto di locazione con quelle di un contratto preliminare di vendita di un immobile. Come spesso accade, anche questa novità nasce nei paesi anglosassoni, Stati Uniti, Regno Unito e Australia, dove si è diffusa già da parecchi anni e prende il nome di “Rent to Buy” o (in Italiano) “Affitto con Riscatto”.

L’idea è quella di permettere al potenziale acquirente di superare un eventuale mancanza iniziale di liquidità o difficoltà ad ottenere un mutuo, rimandando l’acquisto in un momento più favorevole.

Con il Rent to Buy l’inquilino (e futuro acquirente) ha subito la disponibilità dell’immobile, inizialmente in locazione.

La differenza con un comune contratto d’affitto è che lo stesso inquilino avrà in seguito la facoltà di procedere all’acquisto dello stesso immobile dopo un certo numero di anni per un prezzo concordato e fissato al momento della stipula del contratto – detraendo dal prezzo parte (ad esempio il 50%) del canone pagato durante il periodo di locazione.

L’idea è un po’ simile a quello che si fa per le automobili prese in leasing, dove il cliente paga una rata mensile e può decidere al termine del periodo concordato se acquistare l’auto o meno con il pagamento di un riscatto finale.

Ad esempio: supponiamo che la casa costi 100.000 euro ed il canone convenuto sia di 800 euro al mese. Una parte di questa cifra, diciamo 400 euro, è pagata per l’utilizzo dell’immobile come un normale affitto, mentre i restanti 400 euro al mese sono considerati un acconto sul prezzo. Se dopo 5 anni l’inquilino decide di acquistare l’immobile,  dal prezzo totale (100.000 euro) verranno dedotti 24.000 euro (il totale di 60 rate da 400 euro l’una).

Alla fine del periodo l’inquilino può anche decidere di non acquistare l’immobile. In questo caso il proprietario si riappropria dell’immobile e restituisce all’inquilino la parte di canone pagata come acconto sul prezzo.

I vantaggi per l’acquirente sono diversi. Oltre ovviamente ad accantonare la parte di affitto come acconto sul prezzo finale, questo contratto offre la possibilità di posticipare diversi costi – l’istruttoria per il mutuo, i costi per la perizia dell’immobile e così via. Infine, il potenziale acquirente riesce a crearsi man mano uno storico creditizio – versando puntualmente l’importo mensile – che gli permetterà di ottenere condizioni migliori al momento di richiedere un mutuo per l’acquisto. Per il venditore, il vantaggio consiste nel poter contare su un numero maggiore di potenziali acquirenti, includendo tra questi anche coloro che senza la formula del Rent to Buy dovrebbero rinunciare all’acquisto della casa.

In Italia, il Rent to Buy è stato definitivamente regolato nel 2014 con il cosiddetto Decreto Sblocca Italia, con l’intenzione di fornire un aiuto alle famiglie in difficoltà per la crisi economica, anche se come contratto esisteva già da qualche anno, applicato senza una tutela giuridica specifica.

Se siete interessati a saperne di più sull’argomento, vi segnaliamo questo utile link

[https://www.notariato.it/sites/default/files/Guida_Rent_to_buy.pdf]

alla guida completa “Il Rent to Buy e altri modi di comprare casa” messa a disposizione dal Consiglio Nazionale del Notariato, che contiene moltissime informazioni utili su questa tipologia di contratto.

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