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BLOCKCHAIN: cambio di proprietà grazie ad una transazione

30 novembre 2018

Sicuramente tutti hanno sentito parlare del Bitcoin, la criptovaluta creata nel 2009 da un anonimo inventore noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, e diventata nota grazie anche alla sua caratteristica di consentire il possesso e il trasferimento anonimo di somme di denaro, qualità che ne ha favorito l’utilizzo nel contesto di attività più o meno illegali attraverso il web.

Alla base del Bitcoin c’è una rivoluzionaria tecnologia che prende il nome di Blockchain che, a parte il suo citato utilizzo nella creazione di criptovalute, ha innumerevoli applicazioni in diversi settori, tra cui quello finanziario e bancario, nell’ambito delle assicurazioni, in quello accademico e scientifico, nella sanità, per la legittimazione del voto elettorale ed in numerosi altri ambiti tra cui, per quello che ci interessa più da vicino, l’ambito immobiliare.

Ma come funziona questa tecnologia, e cos’è che la rende tanto rivoluzionaria?

Senza entrare nei dettagli tecnici, la blockchain permette la memorizzazione di una sequenza di transazioni finanziarie, commerciali o di altro genere in maniera molto simile a quanto può avvenire in un database tradizionale, ma con in più la caratteristica che – grazie a sofisticate tecniche criptografiche – la sequenza di transazioni registrate può essere acceduta da chiunque senza il rischio che qualcuno ne modifichi illecitamente il contenuto.

La sequenza di transazioni inserita in una blockhain è virtualmente immutabile, qualsiasi transazione effettuata viene registrata permanentemente e pubblicamente, garantendo la trasparenza, l’accuratezza e la sicurezza. Essenzialmente è come un libro mastro ad accesso pubblico, senza la necessità di un’autorità come un notaio o una banca che agisca da intermediario garantendo l’autenticità dei suoi contenuti.

Ma che impatto ha tutto questo nello specifico per quanto riguarda il mercato immobiliare?

Nessun intermediario significa commissioni più piccole e transazioni più veloci. In un contesto immobiliare, ciò potrebbe significare riduzione dei costi legali e relativi alla titolarità e processi di regolamento più rapidi.

Le applicazioni basate sulla blockchain permetteranno di snellire o eliminare del tutto le fasi più pesanti per la realizzazione di contratti di affitto o compravendita, così come potranno essere utilizzate da base per nuovi sistemi di pagamento.

C’è da dire però che al momento la diffusione concreta di questa tecnologia vede ancora alcuni ostacoli di fronte a se.

Affinché essa si affermi, è innanzitutto necessario che sul suo utilizzo si venga a creare un consenso diffuso da parte di tutte le categorie dei suoi utilizzatori.

A livello normativo, la legalità dei contratti basati sulla blockchain dovrà essere confermata dagli organi legislativi dei vari paesi in cui le transazioni verranno eseguite.

Inoltre, nonostante la tecnologia fornisca una garanzia quasi assoluta riguardo l’impossibilità che vengano create transazioni false o contraffatte, un sistema basato su blockchain rimane comunque vulnerabile ad altri tipi di “cyberattacchi”, che ad esempio causino la cancellazione completa del database di transazioni o ne rendano comunque impossibile l’utilizzo.

Pericoli del genere evidenziano quanto siano ancora necessari notevoli sforzi nel campo della sicurezza informatica.

Sarà quindi necessario nel prossimo futuro un impegno da parte dei governi o altre autorità competenti, così come degli operatori del settore in generale.

Ad esempio, già dal 2016, in Svezia si è cominciato a sperimentare, per la prima volta nel mondo occidentale, l’applicazione della blockchain nel campo immobiliare tramite una partnership firmata dal catasto con la blockchain startup ChromaWay, la società di consulenza Kairos Future ed il fornitore di servizi di telecomunicazione Telia volta alla creazione di un protocollo mirato all’utilizzo di contratti di compravendite immobiliari basati sulla  blockchain.

In Italia, il Consiglio Nazionale del Notariato – intuendo i grandi benefici delle blockchain – ha avviato  un progetto  in collaborazione con IBM per realizzare Notarchain,  il primo modello di blockchain sicura in Europa nella quale viene fornita non solo la certezza di non poter modificare i dati inseriti, ma anche un controllo preventivo sull’identità dei soggetti coinvolti e sulla correttezza e completezza dei dati inseriti nella catena.

Si tratta di una base digitale di archiviazione e gestione di ogni tipo di file digitale e pertanto il suo utilizzo potrà in futuro essere esteso a molti ambiti applicativi che necessitano di un sistema di maggiore sicurezza e certificazione

Nonostante comunque rimanga ancora molto lavoro da fare, ci si può aspettare che, quando la blockchain sarà diventata una tecnologia di uso comune saremo testimoni di una vera rivoluzione del settore immobiliare, con una notevole ottimizzazione e semplificazione di processi che al momento risultano estremamente lunghi e costosi.

Categorie: Curiosità