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Premio a chi paga

17 luglio 2020

Un emendamento al Decreto rilancio in via di conversione in legge, approvato dalla Commissione Bilancio, ha previsto la possibilità per i Comuni di prevedere uno sconto delle aliquote e delle tariffe delle entrate tributarie e patrimoniali, a condizione che chi paga utilizzi la domiciliazione bancaria.

Si offre la possibilità ai Comuni di prevedere uno sconto fino al 20% delle aliquote e delle tariffe delle entrate tributarie e patrimoniali, come ad esempio la nuova IMU e la Tari, a condizione che chi paga utilizzi la domiciliazione bancaria, vale a dire l’addebito direttamente sul proprio conto corrente.

L’emendamento approvato, a prima firma Massimo Garavaglia, si intitola “Premio a chi paga” e lascia un margine di manovra fiscale agli enti territoriali che possono scegliere di applicare lo sconto con una “propria delibera”. Quindi in sostanza sono i Comuni che avranno la possibilità di scegliere se applicare o meno la novità. Il provvedimento ancora non è stato approvato. Si tratterebbe di una grossa novità che se fosse approvata in via definitiva potrebbe  alleggerire il carico fiscale dei contribuenti.

Sconti IMU e Tari: quando sono previsti

Lo sconto del 20% sull’IMU e sulla Tari con addebito diretto sul conto corrente andrebbe ad aggiungersi alle varie tipologie di riduzioni oggi previste dalla legge. Ad esempio si ricorda che, in merito all’IMU, è previsto una riduzione della base imponibile del 50% in caso di immobile concesso in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado in linea retta (quindi a un genitore o a un figlio). Occorre però rispettare una serie di condizioni per usufruire di questi benefici  che sono:

  • L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale
  • L’immobile non deve appartenere a una delle categorie catastali cd di lusso (A/1, A/8, A/9)
  • Il contratto deve essere regolarmente registrato (se il contratto è scritto, la registrazione è obbligatoria entro 20 giorni dalla data dell’atto con imposta fissa pari a 200 euro; mentre per i contratti verbali si deve presentare la richiesta di registrazione con il modello 69 dell’Agenzia delle Entrate specificando nella tipologia dell’atto: Contratto verbale di comodato).

Il comodante inoltre deve possedere un solo immobile in Italia oltre all’abitazione principale non di lusso sita nel territorio in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato, deve risiedere e avere la sua dimora abituale nello stesso Comune in cui l’immobile è concesso in comodato e infine deve presentare la dichiarazione IMU che attesti il possesso dei requisiti.

Per quanto riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti, a livello locale poi i singoli Comuni possono decidere fattispecie di riduzione, ad esempio in caso di abitazioni con un unico occupante, di locali adibiti ad uso stagionale e discontinuo e  abitazioni occupate da cittadini che risiedono per più di sei messi all’anno all’estero e per i fabbricati rurali ad uso abitativo. Ulteriori sconti sulla tassa rifiuti sono previsti anche da alcuni Comuni a favore dei cittadini che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio o che abbiano realizzato sistemi di compostaggio domestico.

Categorie: Tasse e Fisco